Informazioni su Marco Boscolo

Science writer, datajournalist, music lover e divoratore di libri e fumetti - @ogdabaum - marcoboscolo.org - datajournalism.it

Piccola rassegna stampa

Piccolo post per segnalarvi dove hanno parlato del CrisisCamp Italy.

Cominciamo con il link all’articolo che ha scritto Global Voices italia: “Gestire le emergenze grazie al web 2.0

Continuiamo con “Le emergenze al tempo dei social network: quando l’allerta viaggia in rete” su Saperi PA del Forum PA.

E ancora: “Crisis Camp, web e mobile al servizio delle emergenze” su Volontari per lo Sviluppo.

In più, segnaliamo anche il podcast di Ossigeno, una trasmissione settimanale di Radio Città del Capo di Bologna che nella puntata di oggi ha parlato del CrisisCamp.

Buona lettura e buon ascolto!

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Wi-fi: informazioni importanti per chi viene da fuori Bologna

La sala dello Urban Center bolognese dove si terrà il Crisis Camp è coperta dal servizio wi-fi del Comune. Tutti i bolognesi iscritti al servizio Iperbole, possono tranquillamente accedere con proprio username e password.

Per tutti gli altri, grazie al mai revocato decreto Pisanu, è necessaria la registrazione (previa presentazione di un documento di identità valido). Per registrarsi è sufficiente passare all’URP di Iperbole che si trova nello stabile a fianco alla Sala Borsa e allo Urban Center, in piazza Maggiore 6, sotto al portico e vicino alla farmacia comunale. Ecco qui il link allo sportello Iperbole, che include anche una mappa.

#Genova #Alluvione

E’ stato istituito un numero di emergenza: 800 177 797

Dopo le drammatiche situazioni della scorsa settimana, oggi il maltempo e la pioggia hanno investito Genova. I bollettini della giornata, finora, parlano di cinque vittime accertate, ma il numero potrebbe essere destinato a salire nelle prossime ore. Nel pomeriggio hanno esondato il Bisagno e i torrenti che lo alimentano mettendo in ginocchio la città. Il Comune di Genova parla di situazione “gravissima” e raccomanda “massima prudenza”.

A dare la dimensione della situazione, più che mille parole, possono alcune immagini che su Youtube cominciano già a girare. Eccone qualcuna:

Su YouReporter.it, impressionante galleria di video postati dalla gente: rendono l’idea della reale situazione.

Ancora sull’emergenza in Liguria e Toscana

Dopo le giornate terribili della scorsa settimana e un lungo fine settimana che è servito più che altro a permettere a chi si trovava sul posto di lavorare alacremente, la condizione meteo sembra volgere nuovamente al peggio per Lunigiana, spezzino, Val del Magra e tutte le aree interessate dall’alluvione. Infatti, secondo le previsioni una perturbazione atlantica sta per giungere da ovest, investendo con la sua pioggia proprio quei territori

Gli ultimi aggiornamenti, come sempre, seguendo #alluvione25ott.

Dal sito del Giornale della Protezione Civile si apprende della preoccupazione di Franco Gabrielli, capo del Dipartimento. Le sue parole, ancora una volta, ci fanno tornare a quello che ci siamo portati a casa dal Crisis Camp di Parigi: più che pensare alle previsioni (che comunque devono essere tenute in debito conto), quello che fa davvero la differenza è essere preparati. Crediamo che la situazione in Italia in questi giorni non potrà che essere uno dei momenti di discussione più ampi del Crisis Camp del 19 novembre a Bologna, no?

 

 

Alluvione Liguria e Toscana

Due righe per dire che Crisis Camp Italia sta seguendo gli sviluppi dell’alluvione che ha colpito gravemente la Liguria e la Toscana, specialmente la zona della Val di Magra, la Lunigiana e le Cinque Terra. Per citare il vecchio adagio, “le disgrazie non vengono mai sole”, e proprio mentre l’attenzione di chi si occupa di volontariato e crisi era tutta rivolta al terremoto turco, la pioggia ha causato una vera e propria emergenza nel nostro Paese.

E’ stato proposto un ashtag (#alluvione25ott) per gli aggiornamenti.

Nel frattempo Repubblica e il Tirreno hanno messo a punto una mappa interattiva per raccogliere informazioni.

Nonostante le vie di comunicazione oggi siano state riaperte (almeno parzialmente), la situazione rimane grave, con interi paesi isolati, privi di acqua, corrente elettrica, gas e cibo.

Citizen journalism, giornalisti locali e territorio

Una delle grandi trasformazioni che ha causato il web, soprattutto nella sua versione cosiddetta 2.0, è quella di permettere un maggior visibilità a tutti coloro che hanno qualcosa da dire: si trova lo spazio per pubblicare, diventare magari editori di se stessi, rivolgersi a una comunità che altri mezzi di comunicazione tradizionale non riescono a raggiungere. E’ un fenomeno simile a quello che ha permesso a comunità di webdevelopers, programmatori, entusiasti della Rete e, in generale, a tutte quelle persone che hanno un interesse anche molto specificio, di aggregarsi in comunità virtuali, alcune delle quali abbiamo cercato di coinvolgere direttamente nel CrisisCamp Italy.

La grande ricchezza dei citizen journalist è quella di incarnare – direttamente o indirettamente – quella preparedness che il CrisisCamp Paris ha messo in evidenza come un elemento determinante per affrontare in maniera davvero efficace le crisi sul territorio.

Accanto a loro, però, ci sono altre ricchezze di capacità, competenze, contatti che non sono normalmente direttamente coinvolte in progetti che abbiano a che fare con la gestione delle crisi. Si tratta dei giornalisti locali, che a differenza di chi si occupa del nazionale e arriva su di un territorio solo a fatto avvenuto, conoscono e battono il territorio giorno per giorno. Magari senza esserne del tutto consapevoli, hanno ricchezze che possono essere utili per le situazioni di crisi. Per fare un esempio, basti pensare all’efficacia di un progetto come Goudou Goudou che proprio su cinque giornalisti locali di Haiti si è basato per affrontare una tematica come quella del terremoto.

Ma se la conoscenza del territorio è un elemento determinante per costruire progetti davvero efficaci, come coinvolgere citizen journalist e giornalisti locali? Questo ci sembra un aspetto importante del quale discutere al CrisisCamp Italy, ma anche questo blog si deve aprire ai contenuti di tutti coloro che su questo (e gli altri temi) vogliono offrire il proprio contributo.