Informazioni su Francesco Ciriaci

Webworker without borders, entrepreneur, program manager, geek, gamer, and kind of artist from time to time. What I work on: ideas to help many people make the world a better place. I'm founder and managing director of Reflab, a web company working in the humanitarian, social and development.

#SMEMCamp #Italy #sapevatelo

In evidenza

Si è svolto a Bologna il 17 Marzo 2012, l’ultimo incontro CrisisCamp: Social Media e gestione delle Emergenze (SMEM), in collaborazione con CrisisCommons.

Il tema, parte di una conversazione globale, è stato soprattutto sentito in Italia a seguito delle emergenze dello scorso inverno: a seguito di questi fenomeni naturali, abbiamo voluto dare il nostro contributo stimolando una seria discussione sul tema che porti, anche in Italia, ad un più efficace utilizzo dei social media per la prevenzione dei rischi e in emergenza.

Gli obiettivi dell’incontro erano quelli di facilitare la discussione tra istituzioni, cittadini, volontari e tutti coloro che sono coinvolti in una emergenza; parlare di Twitter, Facebook e  approfondire, promuovere le best practices e, non ultimo, conoscere di persona chi si occupa di questi temi. L’intento era che dal Camp emergesse anche una proposta di vademecum, condiviso e collaborativo, rivolto sia ai cittadini che alle organizzazioni.

La giornata

L’incontro, di una giornata, è stato suddiviso in due sessioni: la mattina è stata dedicata a brevi presentazioni, il pomeriggio è stato dedicato ai lavori per la creazione di linee guida per i cittadini.

Ben 11 sono stati gli interventi durante la mattina, tutti molto interessanti e vari: si è parlato dei concetti base di SMEM, di normativa, comunicazione e Social Media in emergenza, di analisi semantiche dei Tweet e ancora, sono state presentate due startup del settore (Metwit e UPTU) e due bellissimi casi: quello di #boneve (emergenza neve a Bologna) e degli Angeli col fango sulle magliette.

Nel pomeriggio Alfonso Crisci ha guidato la creazione di tre diversi gruppi di lavoro, ciascuno focalizzato su un tipo di rischio – sanitario, terremoto e vulcani,  idrogeologico -. Ogni gruppo ha lavorato alla definizione di hashtag e linee guida per l’uso di Twitter in allerta, allarme, durante e dopo l’emergenza. Le conclusioni: se non è possibile controllare gli hashtag è però possibile influenzarli. La dimensione geografica si è rivelata la più complessa da gestire (ma chiederemo a Twitter di migliorare il sistema). Infine, si possono seguire delle best practice per ogni diversa fase di una emergenza.

Conclusioni

E’ stato un ottimo camp, non sono per il numero dei partecipanti, ben oltre le nostre aspettative, ma per la qualità del lavoro fatto e l’impegno di tutto il gruppo!
Un ringraziamento speciale a Emanuela Risso e Flavio Ciaranfi (Angeli con il fango sulle magliette) che hanno offerto di ospitare il prossimo Camp da loro, a Genova. Si terrà probabilmente a Giugno e durerà due giorni, ma nel frattempo i lavori vanno avanti nel gruppo di discussione online, che ha raggiunto oggi 85 iscritti.

Grazie a tutti!

Risorse

Pagina ufficiale dell’evento e slide degli inteventi:
http://wiki.crisiscommons.org/wiki/SMEMCamp_Bologna_2012 

Registrazione audio degli interventi a cura di Radio Perusia: http://www.spreaker.com/page#!/show/radio_perusia

Tag della giornata: #smemcamp (e ovviamente #smem)

Un inizio molto promettente

Più di 50 persone hanno assistito al primo CrisisCamp Italia, un incontro informale per riflettere sul ruolo del web 2.0 e del mobile per migliorare le attività di prevenzione e monitoraggio di crisi ed emergenze.

Il termine crisi può avere molti significati: crisi umanitarie, guerra, diritti politici o civili negati; oppure crisi nel senso di emergenze che hanno a che fare con rischi naturali o antropici (terremoti, incendi, alluvioni), quindi tutta la parte che in un paese europeo viene presidiata dalla Protezione Civile. È questo l’aspetto che più ci interessa in Italia. E in ogni emergenza c’è un problema di gestione dell’informazione, intesa non solo come l’informazione prodotta dagli organi di stampa o dai social media, ma anche come l’informazione che deve essere condivisa tra gli operatori (Protezione Civile, Vigili del Fuoco, strutture di soccorso). Gli operatori, quindi, incontrano difficoltà proprio nella gestione di questo aspetto collaborativo, che è invece fondamentale per la loro azione. Ecco allora che entra in scena la rete. Oggi il web è prima di tutto una piattaforma di condivisione e di collaborazione per la gestione delle crisi.

Insieme, abbiamo presentato importanti problemi e dicusso interessanti approfondimenti: operatori di Protezione Civile, ma anche i cittadini, la comunità scientifica e i giornalisti, insomma tutti gli attori interessati al tema, perché ognuno può contribuire.

E’ stato un inizio molto promettente, dimostrando che c’è un alto livello di interesse in Italia. Tutti i partecipanti hanno espresso l’interesse a continuare questa conversazione e preparare il campo successivo, probabilmente tra 6-8 mesi.

E mentre la conversazione continua, arrivano i primi risultati concreti:

  • la prima proposta è quello di dotare elicotteri con le telecamere (leggi: ortofoto ad ogni elisoccorso?
  • la seconda proposta è quella di costruire un osservatorio permanente dei progetti innovativi sviluppati in Italia,
  • la terza proposta è quella di creare una linea guida sui social media per la gestione delle emergenze da dare alla F3 (mass-media e informazione) funzioni della Protezione Civile.

Invece di “parlare e basta”, la nascente comunità vuole avere da subito un reale impatto e mostrare dei risultati.

Crisi Camp Italia fa parte dell’iniziativa Crisis Commons, e segue le analoghe esperienze di Londra Parigi.
E’ stato organizzato da Elena Rapisardi, Marco Boscolo e Francesco Ciriaci, con il supporto di FormicaBlu, TagBoLab, UrbanCenterBologna e Reflab.

Congratulazioni ai partecipanti e buon lavoro a tutti!

Vedi la rassegna stampa dell’evento: http://crisiscampitaly.wordpress.com/2011/11/17/piccola-rassegna-stampa/